"Io Amenophis IV  ho scelto questa creatura, dal nome Mercedes,che da tanto tempo proteggo.E'un'anima buona,è un'anima pura che sa dare aiuto e conforto a chi soffre.Sin da bambina è stata a contatto con le anima buone,ora è una signora di una certa età che può,con l'aiuto mio,sapere un'infinità di cose della vita e della morte.Ha un sorriso per tutti e toglie la paura a tutti,perchè così come si nasce,non si sente niente,così è anche nel morire:non si sente nulla.

Ringrazio pure la seconda creatura.Ne ho scelta una,poi ho scelto la seconda,perchè dovevano essere in due:una che dettava,l'altra che scriveva.Sono due sorelline, che sono sempre accanto a me,che sono guidate da me ed io le potrei paragonare,perchè lo sono, a due angeli custudi."

 

Amenophis IV

"Queste favole le ho scritte,per dare un pò di allegria ai piccoli bambini che io,in assoluto,ho sempre amato,come amato ho tutti gli animali.

Sono tutte favole vere,che lasceranno nel cuore, di chi legge,pria una tristezza e dopo un'allegria.Perchè tutte le favole,finiscono bene:

"E vissero felici e contenti..."

 

Amenophis IV

               UN TRATTO DI VITA VERA COME UNA FAVOLA

 

Bella era la notte,della stessa notte di questa sera.Tanto tempo fà,io in terra lontana con le sembianze di essere umano,già Rè d'Egitto da cinque anni,dovevo sapere dalle stelle,in quale direzione muovere le mie pedine.Aspettavo il segnale,nel mio tempio vi era silenzio assoluto,persino il lieve camminare dei miei animali era impercettibile.Un tintinnare di campanelle,mi fece alzare il volto e le stelle incominciarono, come una danza a disegnare tutte le tappe,tutti i vari percorsi sia a piedi, sia sui cammelli e nella mia mente,tutto veniva registrato e la mia figura velocemente,si allungava e le mie braccia da due,diventarono quattro,otto,sedici,sino a divenire più di mille.Ogni mano,dovea toccare la stella che si muovea per prima e veloce era il mio pensare,che trasmettevo alle mie mille braccia.Il cielo avea i colori della notte e s'intravedevano a strati le fiaccole dei santi,le spade degli eroi,le trombe degli angeli.Uno spettacolo per voi umani,da mozzare il fiato e ciò accadde alle mie due piccole fanciulle che,un pò curiose,si accucciavano,dietro alle grandi tende,quando captavano dai miei occhi,che stava per succedere qualche avvenimento importante.Io sapevo e ciò mi procurava piacere,della loro curiosità,superavano tutto, pur di vedermi nelle mie azioni.Tutte le coordinate,mi furono dettate ed io lentamente,da Spirito Altissimo, con le mie mille braccia conserte,ritornavo piccolo,nel mio immenso tempio ed ascoltavo,da dove venian i battiti dei cuori delle mie care fanciulle e con velocità,mi accostavo alla tenda e con dolcezza,prendevo nelle mie mani le loro piccole mani ed il contatto,avveniva e i cuori ritornavano a pulsare,con il ritmo regolarema gli occhi rimanevano grandi,spalancati per ciò che avevano visto e guardavano i miei tratti del volto illuminato dai raggi del sole e si tuffavano con il loro pensare,affascinate,intorpidite,un pò impaurite,nei laghi azzurri:nei laghi dei miei occhi.

Riuscivano così a addormentarsi, tenendosi per mano strette l'una all'altra,sempre fra di loro vi era il mio gatto.

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